label-amarone-mater-cantina-valpolicella-negrarSabato 8 dicembre, dalle 16 alle 19, alla galleria Marco Rossi Arte Contemporanea, che ospita la seconda personale dell’artista milanese Paolo Ventura “Il suonatore di trombone”, degustazione di Amarone e Recioto Domìni Veneti, di Cantina Valpolicella Negrar, che negli anni ‘30 del secolo scorso coniò il nome Amarone

Albero di Natale e presepio, fatti? Se come la maggior parte degli italiani aspetterete il giorno dell’Immacolata per rendere la vostra casa più consona all’atmosfera natalizia, potete poi concedervi un rilassante pomeriggio da trascorrere ad ammirare opere d’arte e a degustare vini della migliore tradizione vinicola della Valpolicella. Il tutto succede a Verona, nella galleria Marco Rossi Arte Contemporanea (via Garibaldi 18A), che ospita “Il suonatore di trombone“, seconda personale dell’artista fotografo milanese Paolo Ventura ed in cui, sabato 8 dicembre dalle 16 alle 19, si potranno degustare alcuni dei migliori vini Domìni Veneti, linea premium di Cantina Valpolicella Negrar, la cantina nella cui bottaia, negli anni ‘30 del secolo scorso, venne coniato il nome Amarone.

I piaceri della tradizione. In particolare, in degustazione verranno proposti l’Amarone della Valpolicella Docg Classico Riserva Mater, il top della tipologia ed il Recioto della Valpolicella Docg Classico Vigneti di Moron, rosso passito dolce affinato in barrique e in bottiglia, prodotti dalla cantina nella vallata di Negrar, in due diversi cru, rispettivamente Jago e Moron, abbinati alle deliziose sfogliatine al Recioto, nate da un’idea del maestro pasticcere Massimo Miozzi, con la collaborazione del Gruppo Pasticceri di Verona e il Palio del Recioto, che si tiene ogni anno nel periodo pasquale a Negrar.

ventura-il-suonatore-di-tromboneLa mostra. Aperta sino al 22 dicembre, il racconto de Il suonatore di trombone è una storia per immagini in cui Ventura mescola fotografia, pittura, scenografia e collage. In venti fotografie, dieci donne vestite in modo curioso, affascinate da un misterioso suonatore di trombone, interpretato dallo stesso artista, si avvicendano in un carosello di immagini, in una città immaginaria, in un tempo sospeso…

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mieleformaggiovinoenotecadominivenetiIl 2018 è stata una buona annata per la raccolta di miele in Nord Italia, annus horribilis invece per il Sud, causa principale il maltempo, che ha imperversato in tutto il Bel Paese, ma in modo particolare nelle regioni meridionali nel periodo della fioritura, ostacolando il prezioso compito delle api di impollinare le piante mellifere. Nel 2017, successe, invece, esattamente il contrario. Il meteo instabile è solo uno dei fattori che incide sulla vita delle api e di conseguenza sulla quantità presente nel mercato del ghiotto alimento. La sopravvivenza dell’insetto, così prezioso per l’ecosistema, è sempre più minacciata, infatti, da inquinamento e l’uso di pesticidi in agricoltura. A raccontarlo è Giulio Boni, apicoltore di seconda generazione a Bedizzole, in provincia di Brescia, che sarà presente domenica 25 novembre a Negrar in Enoteca Domìni Veneti (via Ca’ Salgari 2), dalle 15 alle 18, per spiegare ai partecipanti come abbinare al meglio i diversi mieli ai formaggi. L’evento, a partecipazione gratuita, vedrà anche l’assaggio delle pregiate produzioni Domìni Veneti.

Non esiste un miele più balsamico o depurativo di altri. “Ciò che differenzia le varie tipologie del salutare alimento è solo l’aroma, che può essere più o meno dolce, inoltre tutti i mieli prima o poi cristallizzano, è solo un fattore di tempo”, racconta Boni, che porterà in assaggio miele di castagno e arancio e miele di melata che, a differenza dei primi due è più ricco di sali minerali ed è un derivato della linfa degli alberi rilavorato da alcuni insetti succhiatori e utilizzato dalle api come fonte zuccherina alternativa al nettari.

Ad accogliere i partecipanti in quella che sarà la prima apertura domenicale dell’enoteca, che proseguirà durante tutto il periodo natalizio, saranno Elena, Cristina, Alessio, Giuseppe e Mara, che racconteranno e faranno degustare alcuni vini Domìni Veneti, linea premium di Cantina Valpolicella Negrar: il “SuperValpolicella” Verjago, un Superiore le cui uve sono state fatte appassire per una quarantina di giorni, il Ripasso La Casetta ed il Recioto Classico. Ulteriori info: Tel. 045-7502121, email enotecanegrar@cantinanegrar.it

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grappolouvadopomacerazionecarbonicaproveacinaticocvnUva sgranata acino per acino, macerazione carbonica, no andidride solforosa: questa la tecnica degli antichi Romani fatta rivivere dalla cantina cooperativa negrarese per produrre l’Acinatico, il vino amato dagli Imperatori, progenitore del Recioto della Valpolicella

I vini ottenuti sono di notevole complessità aromatica, intensità e grande longevità”. A dirlo è Daniele Accordini, che non sta parlando, però, dell’ultima novità enologica presentata da Cantina Valpolicella Negrar, di cui è dg ed enologo. Ma di una eccezionale sperimentazione condotta dalla cantina cooperativa negrarese da due anni a questa parte su invito del veronese Lorenzo Simeoni, sommelier, membro dell’Accademia dell’Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana per i suoi studi sui vini passiti. Obiettivo comune di entrambi: approfondire la tecnica usata per produrre l’Acinatico, il vino amato dai re – Cassiodoro nel VI sec. d.C. lo richiedeva in una lettera al canonicarius delle Venetiae per rifornire la corte ravennate dell’ostrogoto Teodorico, re d’Italia dal 493 al 526 – e antenato del Recioto, vino del cuore della Valpolicella. I risultati sono stati raccontati – e degustati – in occasione del convegno “Dall’Acinatico al Recioto“, svoltosi lo scorso 19 novembre nella sala Domìni Veneti della cantina e che ha visto tra i relatori, oltre agli stessi Accordini e Simeoni, Attilio Scienza, già docente di viticoltura all’Università di Milano.

Il progetto di ricerca. Simeoni ha spiegato:“Non esiste un testo antico in cui sia descritto in modo chiaro e preciso come l’Acinatico fosse vinificato, ma ci sono numerose descrizioni fatte da personaggi storici da cui si possono desumerne i processi di vinificazione. Nel 1500 questo vino era prodotto a Verona, con tutta probabilità in modo diverso da come facevano gli antichi Romani, che utilizzavano una tecnica di appassimento estremo, sgranando l’uva acino per acino, da qui il nome Acinatico. Sembra, in ogni caso, che fosse ottenuto attraverso un procedimento che implicava la macerazione carbonica”. Dunque, le prove sperimentali – in tutto 4, più un campione di confronto di Recioto vinificato in modo tradizionale  – sono state avviate nel 2016 utilizzando questa tecnica, “non codificata nel panorama enologico per la vinificazione di uve rosse passite”, ha precisato Accordini. Per due di esse, è stata fatta la rimozione manuale del raspo senza staccare l’acino dal pedicello, per le altre due è stato messo il grappolo intero; in tutte è stato dosato in diversa quantità il mosto starter. Le uve sono state vinificate in assenza di ossigeno e senza anidride solforosa. Il vino ottenuto è stato conservato in damigiana per due anni e mezzo alla temperatura costante di 15 gradi. Tra le quattro prove degustate, risultate essere propriamente dei vini dolci rossi passiti assimilabili al Recioto, la più equlibrata è stata quella in cui è stato usato il grappolo intero con il mosto starter a coprire gli acini, che ha dato un vino Acinatico dalle note di alcol sotto spirito, noce moscata, madorla amara e caffè. “L’Acinatico era una bevanda dagli importanti aspetti benefici, senza anidride solforosa, di alto valore energetico per la presenza di zuccheri e con la presenza, oggi lo sappiamo, di Resveratrolo e Botriticina. Quella che abbiamo attuato è un’enologia che ci riporta indietro nel tempo di circa 2 mila anni, ma di grande efficacia e qualità, in cui si possono osservare alcune interessanti pratiche che vanno approfondite per conoscerne bene le potenzialità. Gli antichi Romani ponevano grande cura e attenzione nella coltivazione delle uve e nelle tecniche di produzione del vino. E’ dunque, questa, una testimonianza che ci deve far comprendere la profonda tradizione vinicola da cui proveniamo e, nel contempo, stimolare a proseguire nel miglioramento della produzione di Recioto e Amarone, in modo da rendere questo primato storico sempre più attuale e proiettato nel futuro”, ha chiosato Accordini.

Forma, struttura, dimensioni, materiali e localizzazione dei palmenti (le antiche vasche di pigiatura), indizi fondamentali per ricostruire la cultura del vino di un territorio. Nel suo intervento, il professor Attilio Scienza ha evidenziato come la storia della viticoltura possa essere raccontata attraverso i palmenti ed i torchi di pigiatura. “La diffusione della coltivazione della vite verso ambiti più settentrionali, contraddistinti spesso da cambiamenti climatici sfavorevoli, accompagnati dalla necessità di produrre maggiori quantità di vino per lo sviluppo delle comunità da agricole ad artigianali, ha indotto profonde modifiche nelle modalità di pigiatura: dalle strutture all’aperto si è passati alla copertura dei palmenti fino alla creazione delle camere di pigiatura e all’utilizzo di metodi più rapidi per l’esaurimento del pigiato attraverso sistemi di pressione. Accanto ai nomi dei luoghi ed alla loro ubicazione geografica, oggi potremmo aggiungere i vitigni ed i palmenti, una sorta di fossili-guida che ci aiutano a ricostruire la storia viticola di un luogo e possono diventare il filo conduttore dello storytelling del vino”.

Giudici europei per lo stop al genoma editing. Essendo Scienza una dei massimi esperti di genoma editing, inevitabile la richiesta di un parere in merito al pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha stabilito che gli organismi ottenuti mediante mutagenesi, ovvero la modifica del Dna di un organismo vivente senza l’introduzione di materiale genetico proveniente da un’altra specie, sono Ogm (Organismi geneticamente modificati) “nei limiti in cui le tecniche e i metodi di mutagenesi modificano il materiale genetico di un organismo secondo modalità che non si realizzano naturalmente”, mettendo, di fatto, uno stop al miglioramento genetico attraverso tecniche come la cisgenetica. “Si tratta di una decisione formale e non definitiva – ha commentato il professore - sarà poi il Parlamento europeo a doversi esprimere e, da quanto mi risulta, i pareri dei parlamentari di diversi Paesi non sono vicini a quelli della Corte di Giustizia. Siamo, però, vicini alle prossime elezioni europee e anche dopo maggio 2019, dubito che la questione sarà trattata subito dai futuri neoparlamentari. Ma, ribadisco, la cisgenesi non è una tecnica Ogm, in quanto opera solo sui geni interni e il Dna rimane immutato. Solo nel caso della vitis vinifera ci sono 500 geni su cui possiamo andare a lavorare, che si possono esprimere e che magari non lo hanno ancora fatto. Con i cambiamenti climatici in atto, l’unica soluzione percorribile è quella del genoma editing“.



partmuseoappassimentocvnDall’Acinatico al Recioto: alle 19.30 i risultati del progetto di studio - con annessa degustazione delle sperimentazioni - condotto dalla cantina cooperativa negrarese sulla tecnica di produzione del progenitore del Recioto. Evento nell’evento: nel corso del pomeriggio, 6 cantine cooperative italiane riunite nella rete The Wine Net presentano i loro vini in degustazioni itineranti.

Nell’era delle biotecnologie, può una tecnica di produzione vinicola antica di migliaia di anni rivelarci qualcosa di nuovo e utile per ottenere una viticoltura più sostenibile a vantaggio di ambiente e salute? Una domanda a cui ha cercato di rispondere Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, sollecitato dagli studi di Lorenzo Simeoni, membro dell’Accademia dell’Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, nonché Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana per le sue ricerche sul recupero di antiche tecniche di produzione dei vini passiti. Così, nel 2016, Accordini ha avviato un progetto di ricerca di approfondimento della tecnica usata in antichità per produrre l’Acinatico, vino dolce ottenuto da uve appassite progenitore dell’odierno Recioto, citato come eccellenza veronese da Cassiodoro, senatore alla corte di Teodorico, re d’Italia tra il V e il VI sec. d.C. I risultati dell’interessante studio, comprensivo di degustazione, saranno forniti nel dettaglio lunedì 19 novembre 2018 nel convegno aperto al pubblico “Dall’Acinatico al Recioto”, che si terrà a partire dalle 19:30 nella sala convegni Domìni Veneti (via Ca’ Salgari 2, Negrar). Oltre agli stessi Accordini e Simeoni, al convegno parteciperà anche Attilio Scienza, già docente di Viticoltura all’Università di Milano.

Alla scoperta del meglio della produzione di The Wine Net: 6 aziende, 6 territori, 6 Denominazioni. Il convegno sarà il coronamento dell’evento di presentazione delle sei cooperative associate a The Wine Net–Italian Co-op Excellence, la prima rete italiana dell’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana, sorta nel 2017 e che vede tra gli attuali componenti Cantina Valpolicella Negrar - Domìni Veneti (Veneto), Cantina Produttori di Valdobbiadene - Val D’Oca (Veneto), Cantina Pertinace (Piemonte), Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano (Toscana), CVA Canicattì (Sicilia), Cantina Frentana (Abruzzo). A partire dalle ore 14:30, nelle sale della cantina cooperativa negrarese, anche gli enoappassionati avranno la possibilità di conoscere e approfondire la varietà di vini che caratterizzano queste realtà attraverso alcune degustazioni itineranti con abbinamenti gastronomici. Sono previste, inoltre, tre interessanti masterclass: dalle 15:30 alle 17, “Quando la storicità si sposa con la modernità, le straordinarie capacità di alcuni vini di coniugare tradizione e innovazione“, guidata da Marco Scandogliero, miglior sommelier Ais del Veneto nel 2016; dalle 17 alle 18:30, “Quando il tempo non spaventa i vini, vivere la straordinaria esperienza della longevità del vino“, condotta da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine; dalle 18:30 alle 19:30, “Quando l’autoctono è vincente, il ruolo dei vitigni autoctoni nell’esaltazione identitaria di un vino” condotta da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere.

Ingresso. Convegno e degustazioni, guidate e non, sono a numero chiuso, per cui è necessario iscriversi entro venerdì 16 novembre ore 12, fino ad esaurimento posti, costo 5 euro a persona, sul sito www.dominiveneti.it sezione eventi. Ulteriori info: email eventi@dominiveneti.it tel. 345-8663048.

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limited-edition-amarone-dv-2013-85-cvnDedicata ad Ulisse l’etichetta Amarone 2013 Domìni Veneti celebrativa 85 anni di Cantina Valpolicella Negrar.  Vendemmia 2018, collina determinante per la qualità.

Quest’anno Cantina Valpolicella Negrar festeggia gli 85 anni di attività, e per l’occasione è stata prodotta un’etichetta da collezione a edizione limitata di Amarone 2013 Domìni Veneti dedicata ad Ulisse, figura simbolo della cantina. A metà ottobre scorso, si è chiusa anche la vendemmia, che sembra riportare allo stile vinicolo tradizionale della Valpolicella, quello per intenderci pre anni ‘90, che vedeva vini dal contenuto meno zuccherino, più facili da bere.

La vela di Ulisse, presente in oro nell’etichetta dell’85esimo su uno sfondo di onde blu, conduce la Cantina nel suo viaggio dal 1933 a oggi. L’eroe omerico interpreta al meglio lo spirito della cantina, da sempre legata al territorio e con lo sguardo rivolto al futuro. Fu infatti per difendere la Valpolicella da speculazioni finanziarie che, nell’agosto del 1933, sei imprenditori decisero di dar vita alla Cantina Sociale Valpolicella - il dottore in Agraria Gaetano Dall’Ora, che ne divenne il primo presidente, Carlo Vecchi, laureato in Agraria e presidente del Consorzio Ortofrutticoltura di Verona, Giovanni Battista Rizzardi, laureato in Ingegneria, Marco Marchi, podestà di Dolcé, Pier Alvise Serego Alighieri, che testimoniava con il suo cognome secoli di cultura nel territorio e Silvio Graziani -, tenendo a battesimo negli anni ‘30 del secolo scorso nella propria bottaia, al tempo ubicata a Villa Mosconi ad Arbizzano, il nome Amarone, frutto di un caso fortuito - una botte di Recioto lasciato fermentare troppo a lungo - e di una felice intuizione di come stavano cambiando i vini della Valpolicella ed il gusto dei consumatori; tutto ciò, con l’idea innovativa di arrivare, cinquant’anni prima di tutte le altre cantine sociali, direttamente al consumatore con il prodotto imbottigliato. “Da allora, la forza sempre più numerosa della nostra realtà associativa ha contribuito a farci crescere in dimensioni e modernità, ma la componente forse più importante rimane il territorio, inteso sia come patrimonio viticolo ma anche come le generazioni di viticoltori che si tramandano l’amore per una terra da tutelare e difendere“, dichiara Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

Eleganza e longevità dei vini le caratteristiche dell’annata 2018. Chiusasi con oltre il 20 per cento in più di uva prodotta rispetto al 2017, la vendemmia di quest’anno ha richiesto grande professionalità in campo, profusa dai soci viticoltori con la sapiente regia di Claudio Oliboni, tecnico di campagna della cantina. Nell’arco dell’anno, si è resa necessaria un’adeguata difesa sanitaria delle viti, la regolazione dell’eccesso produttivo di alcune di esse nonché la scelta dei migliori grappoli per la vendemmia. A far la differenza qualitativa, più di tutte le altre annate, quest’anno è stata la collina, le cui pendenze hanno permesso di sgrondare le acque in eccesso e di portare l’uva a perfetta maturazione, complice anche il colpo di coda estivo tra settembre e ottobre, raggiungendo una gradazione zuccherina inferiore agli anni precedenti, un accumulo fenolico equilibrato e un’acidità rimasta molto alta in collina. “Tutte caratteristiche, queste, che fanno pronosticare vini Valpolicella eleganti e vini Amarone di collina dotati di buona longevità: sarà il loro uno stile più vicino alla tradizione del territorio, che vedeva vini dal minor contenuto zuccherino e dunque più vicini al gusto moderno, che guarda a vini più leggeri e quindi più facili”, commenta al riguardo Daniele Accordini, enologo e dg della cantina.

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etichetta-amarone-domini-veneti-pruvinianoIl 2018 ha visto debuttare sulla scena vinicola la collezione Pruviniano – un Superiore, un Ripasso, un Amarone – che Cantina Valpolicella Negrar ha prodotto nella linea premium Domìni Veneti nella valle di Marano. E’ questa, tra le vallate della Valpolicella, quella che dona vini sapidi, fini ed eleganti. Uno stile che è piaciuto ai curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli 2019, che hanno selezionato i vini italiani con più “capacità di racconto” e attribuito all’Amarone Pruviniano 2013 il “fiore blu” Grande Esordio - l’unico in Veneto fra i 17 attribuiti in Italia quest’anno -, assegnato ai vini che hanno raggiunto, al loro primo anno in guida, la soglia dell’eccellenza (94 centesimi).

pizzavalpoterraimpastoamaroneLa pizza all’Amarone (Mater Domìni Veneti) vittoriosa a Napoli. Nella capitale della pizza napoletana a vincere è stata una pizza gourmet omaggio alla Valpolicella, la Valpoterra, già prima classificata al campionato mondiale 2017 della pizza a Parma nella categoria “pizza in pala”, opera di Stefano Miozzo, maestro pizzaiolo dell’antica osteria Borgo 1964 di Cerea (VR), che si è aggiudicato la medaglia d’oro al concorso Pizzaward 2018, tenutosi il 16 ottobre scorso a a Napoli. Alla competizione, Miozzo si è anche aggiudicato l’Award Pizzaiolo Chef e la Menzione speciale Ais per il Pizzaiolo Sommelier. Titoli che hanno ben donde, visto che la pizza vincitrice contiene nell’impasto e nella farcitura l’Amarone (in palline gelatinose), nella fattispecie il Mater Domìni Veneti, il meglio della tipologia prodotto a Jago, nella vallata di Negrar, da Cantina Valpolicella Negrar e scelto da Miozzo, dopo mesi di prove, per i suoi prelibati lievitati.

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scorcio-chiesa-torbe-tra-i-vigneti_cantina-valpolicella-negrarL’iniziativa è proposta da Cantina Valpolicella Negrar sotto l’egida di Domìni Veneti Culture. Al termine, possibilità di visitare la cantina, che negli anni ‘30 del secolo scorso ha coniato il nome Amarone.

Tornare a meravigliarsi di ciò che ci circonda – anche delle cose che si danno più scontate - con la curiosità e la freschezza di un bambino, che riesce a percepire la bellezza con grande facilità, abbandonandosi all’emozione vissuta al momento: è l’ideale augurio che Cantina Valpolicella Negrar fa a coloro che parteciperanno alla passeggiata culturale in Valpolicella in programma nella mattinata di domenica 30 settembre. Perché, nell’effettuare l’itinerario, che porterà alla scoperta del paesaggio e dei cru della vallata di Negrar – sarà usata la mappa realizzata nell’ambito de “La scuola nel vigneto” dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Negrar, che dal 2012 collabora al progetto didattico-sociale ideato dalla cantina.

localita-torbe-foto-cantina-valpolicella-negrarA piedi per Negrar e dintorni. La mappa, che sarà consegnata ai partecipanti, è stata progettata in collaborazione con il Gruppo Turismo del comune di Negrar e dà rilievo alle peculiarità della vallata e ai siti di interesse che si trovano nel centro storico e nei luoghi circostanti alla cittadina. Il punto di ritrovo della passeggiata (durata di un’ora e mezza circa, di facile percorrenza) è alle ore 10.30 davanti al comune di Negrar. Si avrà modo, quindi, di osservare la meridiana, nel cui basamento sono incastonate tessere fatte con la locale pietra di Prun lavorata “a secco”, tecnica usata per le marogne, i caratteristici muretti che disegnano il paesaggio collinare della Valpolicella; il busto dello scrittore veronese Emilio Salgari (1862-1911), che a Negrar trascorse la giovinezza, la colonna del leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, che dominò anche in Valpolicella, la chiesa di San Martino, edificata nel 1807 in stile neoclassico sui resti dell’omonima pieve romanica, di cui rimane il possente campanile in tufo e calcare rosso sulla cui parete sud è conservata la carta lapidaria (1166), restaurata di recente sempre nell’ambito del progetto “La scuola nel vigneto” ed infine, sulla facciata del vecchio municipio di Negrar, l’incisione del braccio veronese, antica unità di misura utilizzata dai mercanti di stoffe.

verjago-valpolicella-superiore-domini-venetiL’essenza e la memoria della vallata di Negrar. Dopo la visita al centro storico del paese, la passeggiata proseguirà nei vigneti alla scoperta delle origini di alcuni vini d’eccellenza Domìni Veneti: il Verjago (dal nome medievale della vallata di Negrar, Veriacus), straordinario Valpolicella Superiore che esprime l’essenza dei vitigni autoctoni - Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina e Oseleta -, le cui uve selezionate vengono fatte appassire per 40 giorni, ed i preziosi Amarone “Vigneti di Jago” e Recioto “Vigneti di Moron”. Vini che saranno degustati in abbinamento al menù tradizionale di 4 portate servito alle ore 13 nella Trattoria Caprini a Torbe di Negrar, che si distingue per un’offerta culinaria legata alla tradizione veneta. Terminato il pranzo, verso le ore 15, chi desidera potrà effettuare la visita guidata alla cantina. Posti limitati, necessaria prenotazione entro mercoledì 26 settembre ore 12.00, email: eventi@dominiveneti.it, costo 45 euro. Ulteriori informazioni: www.dominiveneti.it

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cantina-valpolicella-negrar-museo-appassimentoDa Atelier Aziendali 2018 Open Factory (20/9) a Step and Chat and Wine (29/9, 3/11 e 1/12) passando dall’avvio della VII^ edizione de La scuola nel vigneto (24-25 settembre)

Il 23 agosto scorso Cantina Valpolicella Negrar ha ufficialmente compiuto 85 anni di attività ed un bel modo per festeggiare questo importante traguardo è anche quello di aprire le porte al pubblico per far conoscere la propria storia, votata alla viticoltura tradizionale e alla produzione di vini di qualità, emblema della Valpolicella Classica e del Veronese.

Si parte giovedì 20 settembre, con l’iniziativa gratuita promossa dalla regione Veneto con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio aziendale regionale e realizzata a Verona in collaborazione con Isre (Istituto superiore salesiano di ricerca educativa), Omi (Osservatorio italiano per lo studio e la conservazione delle monografie istituzionali d’impresa), Iusve (Istituto Universitario Salesiano di Venezia), Camera di Commercio di Verona e Cospes (Comitato per l’orientamento scolastico e professionale) di Verona. Cantina Valpolicella Negrar aprirà le porte dalle 18:30 alle 21 portando i partecipanti in visita al piccolo museo dell’appassimento, al caveau delle riserve in cui è custodita la bottiglia di Amarone Extra del 1939, la prima a riportare questa dicitura in etichetta in Valpolicella e alla bottaia d’autore Domìni Veneti. Il tour si concluderà con la degustazione di vini Domìni Veneti, linea top della cantina, abbinati al risotto all’Amarone realizzato in collaborazione con l’antica e rinomata Riseria Ferron. Prenotazione obbligatoria, posti limitati, su www.cantinanegrar.it (sezione news).

Sabato 29 settembre, 3 novembre e 1 dicembre, tutti in marcia con Step and Chat and Wine: l’iniziativa, a partecipazione gratuita, promossa dal comune di Negrar insieme all’Università del tempo libero (Utl), vede l’organizzazione di passeggiate in inglese, accompagnati da madrelingua e docenti, utili a scoprire il territorio e a rinverdire le proprie conoscenze della lingua anglosassone. Il punto di partenza delle escursioni sarà alle ore 10 davanti alla sede della cantina (via E. Salgari 2, Negrar). Di ritorno della passeggiata, verso le ore 12, Cantina Valpolicella Negrar offrirà ai partecipanti un aperitivo a base di vini Domìni Veneti. Nell’appuntamento di dicembre, inoltre, in programma anche la visita guidata della cantina, naturalmente in inglese. Maggiori informazioni e adesioni: tel. 045-7502157 (biblioteca comunale).

24-25 settembre, al via la VII^ edizione de La scuola nel vigneto con una novità. I ragazzi della seconde classi medie, destinatari del progetto didattico-sociale ideato nel 2012 da Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Negrar, daranno inizio al primo laboratorio in programma, la vendemmia, partendo a piedi da scuola verso il vigneto sperimentale che la cantina ha a Jago, nella vallata di Negrar, con l’aiuto della mappa ideata e realizzata in collaborazione con il Gruppo Turismo del comune nell’ambito della terza edizione dell’iniziativa. La mappa, disponibile al pubblico, propone 3 itinerari di facile percorrenza da fare a piedi in poco più di un’ora e indica, attraverso pittogrammi, in un’ottica di design sociale, mirato ad accrescere il valore delle comunità e del territorio, 12 punti di interesse nel centro storico di Negrar e dintorni, dando rilievo alle peculiarità della vallata: acque, mulini e vigneti. Le descrizioni dei vari siti si rifanno ai testi originali scritti dai ragazzi di I^ media nel corso delle loro indagini sul territorio effettuate tra il 2015 e il 2018.

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dv-degustazioni-7luglio-sitoDalle 8.30 alle 14, proposta Domìni Veneti in collaborazione con Green Bike Verona: tour in bici a pedalata assistita nelle vallate di Negrar e Marano, al termine visita e degustazione in Cantina Valpolicella Negrar, la cantina che nel 1936 ha coniato il nome Amarone

Per chi preferisce il silenzio al rumore, la bicicletta all’auto, la tranquillità alla frenesia, sabato 7 luglio c’è un appuntamento in Valpolicella Classica da non perdere: il tour “Vino e territorio” proposto da Domini Veneti in collaborazione con Green Bike Verona. Si tratta di un’esperienza che consente di godere un paesaggio unico dal punto di vista storico e naturalistico, pedalando in collina fra i vigneti nel pieno del vigore estivo, in modo rilassante e divertente grazie all’ausilio di biciclette a pedalata assistita. Conclusione perfetta del tour: la visita di Cantina Valpolicella Negrar, la cantina che nel 1936 coniò il nome Amarone, il vino rosso veronese più famoso al mondo, degustando i nettari Domìni Veneti, che interpretano la migliore tradizione vitivinicola della Valpolicella Classica.

In e-bike su e giù per le colline vitate. Il punto di ritrovo è alle ore 8.30 in via Pojega 11 a Negrar, sede in Valpolicella di Green Bike Verona. Verso le ore 9, inforcate le e-bike, dotate di cambi e sprinter per rendere il viaggio più comodo, si inizierà a pedalare tra le vallate di Negrar e Marano, sempre assistiti da un accompagnatore e un assistente tecnico, con una sosta lungo il tragitto al caffè Perla a Negrar. Verso le ore 12 è previsto l’arrivo in cantina (via Ca’ Salgari 2, Negrar), per la visita guidata al fruttaio storico, dove insieme alle tecniche di appassimento si potranno vedere oltre 40 varietà di uve autoctone e la mappa dei vigneti e dei suoli che caratterizzano il territorio della Valpolicella. La visita prosegue nel caveau delle riserve, dove è custodita la storica bottiglia di Amarone Extra annata 1939, la prima a riportare in Valpolicella il nome “Amarone” in etichetta, per terminare nella bottaia d’autore dove l’Amarone matura per oltre 24 mesi in grandi botti in rovere di Slavonia. Verso le ore 13, ci sarà la degustazione dei 3 cru “collezione Pruviniano”, novità 2018 Domìni Veneti, abbinati a salumi e formaggi con mostarde artigianali.

La collezione Pruviniano. Domìni Veneti è il marchio che contraddistingue i vini più pregiati di Cantina Valpolicella Negrar. I tre cru in degustazione - il Valpolicella Classico Superiore 2015, il Ripasso 2014 e l’Amarone 2013 - appartengono alla collezione Pruviniano, che deriva il nome da val Provinianense, antico appellativo della vallata di Marano. Dotati di sottile eleganza e di una leggera speziatura, i tre vini riflettono la provenienza delle uve Corvina, Corvinone e Rondinella coltivate a Prognol, nella parte sud della vallate di Marano, in Valpolicella Classica.

Info e prenotazioni. Necessaria prenotazione entro venerdì 6 luglio, ore 12.00. Visita in cantina e degustazione costo 30 euro a persona, email eventi@dominiveneti.it tel. 345-8663048. Noleggio e-bike info@greenbikeverona.com tel. 342-0226438 45,00€ euro a persona comprensivo di assicurazione, assistenza e sosta caffè. Chi desidera noleggiare la bicicletta nel pomeriggio può concordare direttamente con Green Bike Verona i termini del noleggio.

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cop_eventoNella vallata di Negrar, tra i terrazzamenti a secco di Moron, micro area vocata alla produzione di Recioto, vino passito rosso della Valpolicella, speciale serata di inizio estate organizzata dall’enoteca Domìni Veneti e dedicata alla degustazione di sigari, vini e gelato gastronomico artigianale

Stregati dalla luna piena, avvolti nella notte carica ancora del calore del giorno e dei suoni gentili degli animali notturni, seduti a circa 200 metri d’altezza tra le marogne, così vengono chiamati in Valpolicella i muri a secco che ne disegnano il paesaggio collinare; qualche chiacchiera in compagnia, un sigaro in una mano e nell’altra un buon bicchiere di vino rosso, con lo sguardo che vaga, appagato, sulla vallata di Negrar. E’ quanto attende gli estimatori di vino e sigari che vorranno partecipare all’evento “Sugheri e sigari in vigneto” organizzato dall‘enoteca Domìni Veneti a Moron, cru della Valpolicella vocato alla produzione di Recioto, venerdì 29 giugno a partire dalle ore 20.

vallata-negrar-vista-dal-vigneto-localita-moronNel corso della serata, accolti da assaggi di prelibatezze tipiche servite a buffet insieme al Valpolicella classico 2017 Domìni Veneti, il Club Ambasciatori dell’Italico illustrerà ai presenti la produzione di tabacco in Veneto nonché l’arte di come si crea e si degusta un sigaro. In particolare, di sigari se ne degusteranno due, in abbinamento a due pluripremiati vini Domìni Veneti, linea premium di Cantina Valpolicella Negrar: il Verjago 2015, un “Super Valpolicella” le cui uve vengono fatte appassire per 40 giorni ed il Recioto di Moron 2013, vino passito rosso affinato in legno, ricavato dal vigneto che farà da scenario alla serata e raccontato dal viticoltore socio che lo produce. Il finale sarà una sorpresa dolce-salata, grazie alle creazioni di Claudio Bonometti, che nella sua gelateria creativa Sapor di Gelato di Pescantina (Vr) dà vita a menù di gelati gastronomici, felice sintesi tra pasticceria e cucina, abbinati ai vini.

Info utili. Il ritrovo per i partecipanti è alle ore 20 all’ingresso dell’enoteca Domìni Veneti, a lato della sede di Cantina Valpolicella Negrar (via Ca’ Salgari 2), dove ci sarà ad attenderli un transfer per raggiungere il vigneto in località Moron. Il transfer di ritorno all’enoteca è previsto verso le ore 23. Necessaria prenotazione entro martedì 26 giugno, tel. 045-7502121 oppure enotecanegrar@cantinanegrar.it, costo della serata 35 euro a persona da versare al momento della prenotazione, max 40 persone partecipanti, in caso di maltempo l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.

(Gaiares comunicazione)