partmuseoappassimentocvnDall’Acinatico al Recioto: alle 19.30 i risultati del progetto di studio - con annessa degustazione delle sperimentazioni - condotto dalla cantina cooperativa negrarese sulla tecnica di produzione del progenitore del Recioto. Evento nell’evento: nel corso del pomeriggio, 6 cantine cooperative italiane riunite nella rete The Wine Net presentano i loro vini in degustazioni itineranti.

Nell’era delle biotecnologie, può una tecnica di produzione vinicola antica di migliaia di anni rivelarci qualcosa di nuovo e utile per ottenere una viticoltura più sostenibile a vantaggio di ambiente e salute? Una domanda a cui ha cercato di rispondere Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, sollecitato dagli studi di Lorenzo Simeoni, membro dell’Accademia dell’Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona, nonché Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana per le sue ricerche sul recupero di antiche tecniche di produzione dei vini passiti. Così, nel 2016, Accordini ha avviato un progetto di ricerca di approfondimento della tecnica usata in antichità per produrre l’Acinatico, vino dolce ottenuto da uve appassite progenitore dell’odierno Recioto, citato come eccellenza veronese da Cassiodoro, senatore alla corte di Teodorico, re d’Italia tra il V e il VI sec. d.C. I risultati dell’interessante studio, comprensivo di degustazione, saranno forniti nel dettaglio lunedì 19 novembre 2018 nel convegno aperto al pubblico “Dall’Acinatico al Recioto”, che si terrà a partire dalle 19:30 nella sala convegni Domìni Veneti (via Ca’ Salgari 2, Negrar). Oltre agli stessi Accordini e Simeoni, al convegno parteciperà anche Attilio Scienza, già docente di Viticoltura all’Università di Milano.

Alla scoperta del meglio della produzione di The Wine Net: 6 aziende, 6 territori, 6 Denominazioni. Il convegno sarà il coronamento dell’evento di presentazione delle sei cooperative associate a The Wine Net–Italian Co-op Excellence, la prima rete italiana dell’eccellenza della cooperazione vitivinicola italiana, sorta nel 2017 e che vede tra gli attuali componenti Cantina Valpolicella Negrar - Domìni Veneti (Veneto), Cantina Produttori di Valdobbiadene - Val D’Oca (Veneto), Cantina Pertinace (Piemonte), Cantina Cooperativa Vignaioli del Morellino di Scansano (Toscana), CVA Canicattì (Sicilia), Cantina Frentana (Abruzzo). A partire dalle ore 14:30, nelle sale della cantina cooperativa negrarese, anche gli enoappassionati avranno la possibilità di conoscere e approfondire la varietà di vini che caratterizzano queste realtà attraverso alcune degustazioni itineranti con abbinamenti gastronomici. Sono previste, inoltre, tre interessanti masterclass: dalle 15:30 alle 17, “Quando la storicità si sposa con la modernità, le straordinarie capacità di alcuni vini di coniugare tradizione e innovazione“, guidata da Marco Scandogliero, miglior sommelier Ais del Veneto nel 2016; dalle 17 alle 18:30, “Quando il tempo non spaventa i vini, vivere la straordinaria esperienza della longevità del vino“, condotta da Fabio Giavedoni, curatore della guida Slow Wine; dalle 18:30 alle 19:30, “Quando l’autoctono è vincente, il ruolo dei vitigni autoctoni nell’esaltazione identitaria di un vino” condotta da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere.

Ingresso. Convegno e degustazioni, guidate e non, sono a numero chiuso, per cui è necessario iscriversi entro venerdì 16 novembre ore 12, fino ad esaurimento posti, costo 5 euro a persona, sul sito www.dominiveneti.it sezione eventi. Ulteriori info: email eventi@dominiveneti.it tel. 345-8663048.

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limited-edition-amarone-dv-2013-85-cvnDedicata ad Ulisse l’etichetta Amarone 2013 Domìni Veneti celebrativa 85 anni di Cantina Valpolicella Negrar.  Vendemmia 2018, collina determinante per la qualità.

Quest’anno Cantina Valpolicella Negrar festeggia gli 85 anni di attività, e per l’occasione è stata prodotta un’etichetta da collezione a edizione limitata di Amarone 2013 Domìni Veneti dedicata ad Ulisse, figura simbolo della cantina. A metà ottobre scorso, si è chiusa anche la vendemmia, che sembra riportare allo stile vinicolo tradizionale della Valpolicella, quello per intenderci pre anni ‘90, che vedeva vini dal contenuto meno zuccherino, più facili da bere.

La vela di Ulisse, presente in oro nell’etichetta dell’85esimo su uno sfondo di onde blu, conduce la Cantina nel suo viaggio dal 1933 a oggi. L’eroe omerico interpreta al meglio lo spirito della cantina, da sempre legata al territorio e con lo sguardo rivolto al futuro. Fu infatti per difendere la Valpolicella da speculazioni finanziarie che, nell’agosto del 1933, sei imprenditori decisero di dar vita alla Cantina Sociale Valpolicella - il dottore in Agraria Gaetano Dall’Ora, che ne divenne il primo presidente, Carlo Vecchi, laureato in Agraria e presidente del Consorzio Ortofrutticoltura di Verona, Giovanni Battista Rizzardi, laureato in Ingegneria, Marco Marchi, podestà di Dolcé, Pier Alvise Serego Alighieri, che testimoniava con il suo cognome secoli di cultura nel territorio e Silvio Graziani -, tenendo a battesimo negli anni ‘30 del secolo scorso nella propria bottaia, al tempo ubicata a Villa Mosconi ad Arbizzano, il nome Amarone, frutto di un caso fortuito - una botte di Recioto lasciato fermentare troppo a lungo - e di una felice intuizione di come stavano cambiando i vini della Valpolicella ed il gusto dei consumatori; tutto ciò, con l’idea innovativa di arrivare, cinquant’anni prima di tutte le altre cantine sociali, direttamente al consumatore con il prodotto imbottigliato. “Da allora, la forza sempre più numerosa della nostra realtà associativa ha contribuito a farci crescere in dimensioni e modernità, ma la componente forse più importante rimane il territorio, inteso sia come patrimonio viticolo ma anche come le generazioni di viticoltori che si tramandano l’amore per una terra da tutelare e difendere“, dichiara Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

Eleganza e longevità dei vini le caratteristiche dell’annata 2018. Chiusasi con oltre il 20 per cento in più di uva prodotta rispetto al 2017, la vendemmia di quest’anno ha richiesto grande professionalità in campo, profusa dai soci viticoltori con la sapiente regia di Claudio Oliboni, tecnico di campagna della cantina. Nell’arco dell’anno, si è resa necessaria un’adeguata difesa sanitaria delle viti, la regolazione dell’eccesso produttivo di alcune di esse nonché la scelta dei migliori grappoli per la vendemmia. A far la differenza qualitativa, più di tutte le altre annate, quest’anno è stata la collina, le cui pendenze hanno permesso di sgrondare le acque in eccesso e di portare l’uva a perfetta maturazione, complice anche il colpo di coda estivo tra settembre e ottobre, raggiungendo una gradazione zuccherina inferiore agli anni precedenti, un accumulo fenolico equilibrato e un’acidità rimasta molto alta in collina. “Tutte caratteristiche, queste, che fanno pronosticare vini Valpolicella eleganti e vini Amarone di collina dotati di buona longevità: sarà il loro uno stile più vicino alla tradizione del territorio, che vedeva vini dal minor contenuto zuccherino e dunque più vicini al gusto moderno, che guarda a vini più leggeri e quindi più facili”, commenta al riguardo Daniele Accordini, enologo e dg della cantina.

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etichetta-amarone-domini-veneti-pruvinianoIl 2018 ha visto debuttare sulla scena vinicola la collezione Pruviniano – un Superiore, un Ripasso, un Amarone – che Cantina Valpolicella Negrar ha prodotto nella linea premium Domìni Veneti nella valle di Marano. E’ questa, tra le vallate della Valpolicella, quella che dona vini sapidi, fini ed eleganti. Uno stile che è piaciuto ai curatori della Guida Oro I Vini di Veronelli 2019, che hanno selezionato i vini italiani con più “capacità di racconto” e attribuito all’Amarone Pruviniano 2013 il “fiore blu” Grande Esordio - l’unico in Veneto fra i 17 attribuiti in Italia quest’anno -, assegnato ai vini che hanno raggiunto, al loro primo anno in guida, la soglia dell’eccellenza (94 centesimi).

pizzavalpoterraimpastoamaroneLa pizza all’Amarone (Mater Domìni Veneti) vittoriosa a Napoli. Nella capitale della pizza napoletana a vincere è stata una pizza gourmet omaggio alla Valpolicella, la Valpoterra, già prima classificata al campionato mondiale 2017 della pizza a Parma nella categoria “pizza in pala”, opera di Stefano Miozzo, maestro pizzaiolo dell’antica osteria Borgo 1964 di Cerea (VR), che si è aggiudicato la medaglia d’oro al concorso Pizzaward 2018, tenutosi il 16 ottobre scorso a a Napoli. Alla competizione, Miozzo si è anche aggiudicato l’Award Pizzaiolo Chef e la Menzione speciale Ais per il Pizzaiolo Sommelier. Titoli che hanno ben donde, visto che la pizza vincitrice contiene nell’impasto e nella farcitura l’Amarone (in palline gelatinose), nella fattispecie il Mater Domìni Veneti, il meglio della tipologia prodotto a Jago, nella vallata di Negrar, da Cantina Valpolicella Negrar e scelto da Miozzo, dopo mesi di prove, per i suoi prelibati lievitati.

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scorcio-chiesa-torbe-tra-i-vigneti_cantina-valpolicella-negrarL’iniziativa è proposta da Cantina Valpolicella Negrar sotto l’egida di Domìni Veneti Culture. Al termine, possibilità di visitare la cantina, che negli anni ‘30 del secolo scorso ha coniato il nome Amarone.

Tornare a meravigliarsi di ciò che ci circonda – anche delle cose che si danno più scontate - con la curiosità e la freschezza di un bambino, che riesce a percepire la bellezza con grande facilità, abbandonandosi all’emozione vissuta al momento: è l’ideale augurio che Cantina Valpolicella Negrar fa a coloro che parteciperanno alla passeggiata culturale in Valpolicella in programma nella mattinata di domenica 30 settembre. Perché, nell’effettuare l’itinerario, che porterà alla scoperta del paesaggio e dei cru della vallata di Negrar – sarà usata la mappa realizzata nell’ambito de “La scuola nel vigneto” dagli studenti dell’Istituto Comprensivo di Negrar, che dal 2012 collabora al progetto didattico-sociale ideato dalla cantina.

localita-torbe-foto-cantina-valpolicella-negrarA piedi per Negrar e dintorni. La mappa, che sarà consegnata ai partecipanti, è stata progettata in collaborazione con il Gruppo Turismo del comune di Negrar e dà rilievo alle peculiarità della vallata e ai siti di interesse che si trovano nel centro storico e nei luoghi circostanti alla cittadina. Il punto di ritrovo della passeggiata (durata di un’ora e mezza circa, di facile percorrenza) è alle ore 10.30 davanti al comune di Negrar. Si avrà modo, quindi, di osservare la meridiana, nel cui basamento sono incastonate tessere fatte con la locale pietra di Prun lavorata “a secco”, tecnica usata per le marogne, i caratteristici muretti che disegnano il paesaggio collinare della Valpolicella; il busto dello scrittore veronese Emilio Salgari (1862-1911), che a Negrar trascorse la giovinezza, la colonna del leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, che dominò anche in Valpolicella, la chiesa di San Martino, edificata nel 1807 in stile neoclassico sui resti dell’omonima pieve romanica, di cui rimane il possente campanile in tufo e calcare rosso sulla cui parete sud è conservata la carta lapidaria (1166), restaurata di recente sempre nell’ambito del progetto “La scuola nel vigneto” ed infine, sulla facciata del vecchio municipio di Negrar, l’incisione del braccio veronese, antica unità di misura utilizzata dai mercanti di stoffe.

verjago-valpolicella-superiore-domini-venetiL’essenza e la memoria della vallata di Negrar. Dopo la visita al centro storico del paese, la passeggiata proseguirà nei vigneti alla scoperta delle origini di alcuni vini d’eccellenza Domìni Veneti: il Verjago (dal nome medievale della vallata di Negrar, Veriacus), straordinario Valpolicella Superiore che esprime l’essenza dei vitigni autoctoni - Corvina, Corvinone, Rondinella, Croatina e Oseleta -, le cui uve selezionate vengono fatte appassire per 40 giorni, ed i preziosi Amarone “Vigneti di Jago” e Recioto “Vigneti di Moron”. Vini che saranno degustati in abbinamento al menù tradizionale di 4 portate servito alle ore 13 nella Trattoria Caprini a Torbe di Negrar, che si distingue per un’offerta culinaria legata alla tradizione veneta. Terminato il pranzo, verso le ore 15, chi desidera potrà effettuare la visita guidata alla cantina. Posti limitati, necessaria prenotazione entro mercoledì 26 settembre ore 12.00, email: eventi@dominiveneti.it, costo 45 euro. Ulteriori informazioni: www.dominiveneti.it

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cantina-valpolicella-negrar-museo-appassimentoDa Atelier Aziendali 2018 Open Factory (20/9) a Step and Chat and Wine (29/9, 3/11 e 1/12) passando dall’avvio della VII^ edizione de La scuola nel vigneto (24-25 settembre)

Il 23 agosto scorso Cantina Valpolicella Negrar ha ufficialmente compiuto 85 anni di attività ed un bel modo per festeggiare questo importante traguardo è anche quello di aprire le porte al pubblico per far conoscere la propria storia, votata alla viticoltura tradizionale e alla produzione di vini di qualità, emblema della Valpolicella Classica e del Veronese.

Si parte giovedì 20 settembre, con l’iniziativa gratuita promossa dalla regione Veneto con l’obiettivo di far conoscere il patrimonio aziendale regionale e realizzata a Verona in collaborazione con Isre (Istituto superiore salesiano di ricerca educativa), Omi (Osservatorio italiano per lo studio e la conservazione delle monografie istituzionali d’impresa), Iusve (Istituto Universitario Salesiano di Venezia), Camera di Commercio di Verona e Cospes (Comitato per l’orientamento scolastico e professionale) di Verona. Cantina Valpolicella Negrar aprirà le porte dalle 18:30 alle 21 portando i partecipanti in visita al piccolo museo dell’appassimento, al caveau delle riserve in cui è custodita la bottiglia di Amarone Extra del 1939, la prima a riportare questa dicitura in etichetta in Valpolicella e alla bottaia d’autore Domìni Veneti. Il tour si concluderà con la degustazione di vini Domìni Veneti, linea top della cantina, abbinati al risotto all’Amarone realizzato in collaborazione con l’antica e rinomata Riseria Ferron. Prenotazione obbligatoria, posti limitati, su www.cantinanegrar.it (sezione news).

Sabato 29 settembre, 3 novembre e 1 dicembre, tutti in marcia con Step and Chat and Wine: l’iniziativa, a partecipazione gratuita, promossa dal comune di Negrar insieme all’Università del tempo libero (Utl), vede l’organizzazione di passeggiate in inglese, accompagnati da madrelingua e docenti, utili a scoprire il territorio e a rinverdire le proprie conoscenze della lingua anglosassone. Il punto di partenza delle escursioni sarà alle ore 10 davanti alla sede della cantina (via E. Salgari 2, Negrar). Di ritorno della passeggiata, verso le ore 12, Cantina Valpolicella Negrar offrirà ai partecipanti un aperitivo a base di vini Domìni Veneti. Nell’appuntamento di dicembre, inoltre, in programma anche la visita guidata della cantina, naturalmente in inglese. Maggiori informazioni e adesioni: tel. 045-7502157 (biblioteca comunale).

24-25 settembre, al via la VII^ edizione de La scuola nel vigneto con una novità. I ragazzi della seconde classi medie, destinatari del progetto didattico-sociale ideato nel 2012 da Cantina Valpolicella Negrar in collaborazione con l’Istituto Comprensivo di Negrar, daranno inizio al primo laboratorio in programma, la vendemmia, partendo a piedi da scuola verso il vigneto sperimentale che la cantina ha a Jago, nella vallata di Negrar, con l’aiuto della mappa ideata e realizzata in collaborazione con il Gruppo Turismo del comune nell’ambito della terza edizione dell’iniziativa. La mappa, disponibile al pubblico, propone 3 itinerari di facile percorrenza da fare a piedi in poco più di un’ora e indica, attraverso pittogrammi, in un’ottica di design sociale, mirato ad accrescere il valore delle comunità e del territorio, 12 punti di interesse nel centro storico di Negrar e dintorni, dando rilievo alle peculiarità della vallata: acque, mulini e vigneti. Le descrizioni dei vari siti si rifanno ai testi originali scritti dai ragazzi di I^ media nel corso delle loro indagini sul territorio effettuate tra il 2015 e il 2018.

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dv-degustazioni-7luglio-sitoDalle 8.30 alle 14, proposta Domìni Veneti in collaborazione con Green Bike Verona: tour in bici a pedalata assistita nelle vallate di Negrar e Marano, al termine visita e degustazione in Cantina Valpolicella Negrar, la cantina che nel 1936 ha coniato il nome Amarone

Per chi preferisce il silenzio al rumore, la bicicletta all’auto, la tranquillità alla frenesia, sabato 7 luglio c’è un appuntamento in Valpolicella Classica da non perdere: il tour “Vino e territorio” proposto da Domini Veneti in collaborazione con Green Bike Verona. Si tratta di un’esperienza che consente di godere un paesaggio unico dal punto di vista storico e naturalistico, pedalando in collina fra i vigneti nel pieno del vigore estivo, in modo rilassante e divertente grazie all’ausilio di biciclette a pedalata assistita. Conclusione perfetta del tour: la visita di Cantina Valpolicella Negrar, la cantina che nel 1936 coniò il nome Amarone, il vino rosso veronese più famoso al mondo, degustando i nettari Domìni Veneti, che interpretano la migliore tradizione vitivinicola della Valpolicella Classica.

In e-bike su e giù per le colline vitate. Il punto di ritrovo è alle ore 8.30 in via Pojega 11 a Negrar, sede in Valpolicella di Green Bike Verona. Verso le ore 9, inforcate le e-bike, dotate di cambi e sprinter per rendere il viaggio più comodo, si inizierà a pedalare tra le vallate di Negrar e Marano, sempre assistiti da un accompagnatore e un assistente tecnico, con una sosta lungo il tragitto al caffè Perla a Negrar. Verso le ore 12 è previsto l’arrivo in cantina (via Ca’ Salgari 2, Negrar), per la visita guidata al fruttaio storico, dove insieme alle tecniche di appassimento si potranno vedere oltre 40 varietà di uve autoctone e la mappa dei vigneti e dei suoli che caratterizzano il territorio della Valpolicella. La visita prosegue nel caveau delle riserve, dove è custodita la storica bottiglia di Amarone Extra annata 1939, la prima a riportare in Valpolicella il nome “Amarone” in etichetta, per terminare nella bottaia d’autore dove l’Amarone matura per oltre 24 mesi in grandi botti in rovere di Slavonia. Verso le ore 13, ci sarà la degustazione dei 3 cru “collezione Pruviniano”, novità 2018 Domìni Veneti, abbinati a salumi e formaggi con mostarde artigianali.

La collezione Pruviniano. Domìni Veneti è il marchio che contraddistingue i vini più pregiati di Cantina Valpolicella Negrar. I tre cru in degustazione - il Valpolicella Classico Superiore 2015, il Ripasso 2014 e l’Amarone 2013 - appartengono alla collezione Pruviniano, che deriva il nome da val Provinianense, antico appellativo della vallata di Marano. Dotati di sottile eleganza e di una leggera speziatura, i tre vini riflettono la provenienza delle uve Corvina, Corvinone e Rondinella coltivate a Prognol, nella parte sud della vallate di Marano, in Valpolicella Classica.

Info e prenotazioni. Necessaria prenotazione entro venerdì 6 luglio, ore 12.00. Visita in cantina e degustazione costo 30 euro a persona, email eventi@dominiveneti.it tel. 345-8663048. Noleggio e-bike info@greenbikeverona.com tel. 342-0226438 45,00€ euro a persona comprensivo di assicurazione, assistenza e sosta caffè. Chi desidera noleggiare la bicicletta nel pomeriggio può concordare direttamente con Green Bike Verona i termini del noleggio.

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cop_eventoNella vallata di Negrar, tra i terrazzamenti a secco di Moron, micro area vocata alla produzione di Recioto, vino passito rosso della Valpolicella, speciale serata di inizio estate organizzata dall’enoteca Domìni Veneti e dedicata alla degustazione di sigari, vini e gelato gastronomico artigianale

Stregati dalla luna piena, avvolti nella notte carica ancora del calore del giorno e dei suoni gentili degli animali notturni, seduti a circa 200 metri d’altezza tra le marogne, così vengono chiamati in Valpolicella i muri a secco che ne disegnano il paesaggio collinare; qualche chiacchiera in compagnia, un sigaro in una mano e nell’altra un buon bicchiere di vino rosso, con lo sguardo che vaga, appagato, sulla vallata di Negrar. E’ quanto attende gli estimatori di vino e sigari che vorranno partecipare all’evento “Sugheri e sigari in vigneto” organizzato dall‘enoteca Domìni Veneti a Moron, cru della Valpolicella vocato alla produzione di Recioto, venerdì 29 giugno a partire dalle ore 20.

vallata-negrar-vista-dal-vigneto-localita-moronNel corso della serata, accolti da assaggi di prelibatezze tipiche servite a buffet insieme al Valpolicella classico 2017 Domìni Veneti, il Club Ambasciatori dell’Italico illustrerà ai presenti la produzione di tabacco in Veneto nonché l’arte di come si crea e si degusta un sigaro. In particolare, di sigari se ne degusteranno due, in abbinamento a due pluripremiati vini Domìni Veneti, linea premium di Cantina Valpolicella Negrar: il Verjago 2015, un “Super Valpolicella” le cui uve vengono fatte appassire per 40 giorni ed il Recioto di Moron 2013, vino passito rosso affinato in legno, ricavato dal vigneto che farà da scenario alla serata e raccontato dal viticoltore socio che lo produce. Il finale sarà una sorpresa dolce-salata, grazie alle creazioni di Claudio Bonometti, che nella sua gelateria creativa Sapor di Gelato di Pescantina (Vr) dà vita a menù di gelati gastronomici, felice sintesi tra pasticceria e cucina, abbinati ai vini.

Info utili. Il ritrovo per i partecipanti è alle ore 20 all’ingresso dell’enoteca Domìni Veneti, a lato della sede di Cantina Valpolicella Negrar (via Ca’ Salgari 2), dove ci sarà ad attenderli un transfer per raggiungere il vigneto in località Moron. Il transfer di ritorno all’enoteca è previsto verso le ore 23. Necessaria prenotazione entro martedì 26 giugno, tel. 045-7502121 oppure enotecanegrar@cantinanegrar.it, costo della serata 35 euro a persona da versare al momento della prenotazione, max 40 persone partecipanti, in caso di maltempo l’evento sarà rinviato a data da destinarsi.

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franco_gregoIn tre giorni, un paziente sofferente di aneurisma dell’aorta addominale può essere ricondotto alla vita normale. Consigliabile affidarsi alle cure in centri che applicano entrambe le metodiche, tradizionali e innovative. Se ne è parlato a Vip Congress 2018, il forum organizzato a Padova dalla Clinica di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare, hub del Veneto per le patologie vascolari.

La quarta edizione del VIP (Vascular International Padova) Congress si è appena conclusa al centro Altinate San Gaetano a Padova, ma già Franco Grego, direttore della Clinica Vascolare ed Endovascolare dell’azienda ospedaliera di Padova, pensa alla seconda fase del progetto che ha portato dal 2012 nella città del Santo i più importanti chirurghi vascolari al mondo a condividere le loro conoscenze ed esperienze. Nel 2020, infatti, l’obiettivo sarà quello di incontrare le società scientifiche del settore, partendo dalla Società Europea di Chirurgia Cardiovascolare (ESCVS), del cui comitato esecutivo Grego fa parte.

Prima cura la prevenzione, poi subentra la chirurgia, sempre più innovativa. Nella tre giorni congressuale si è messo a fuoco l’innovazione raggiunta nel settore della chirurgia vascolare, che cura le complicanze dell’aterosclerosi, prima causa di morte nei Paesi sviluppati. “Per indirizzare verso la benignità l’evoluzione della malattia, che colpisce soprattutto in età avanzata ma che non lascia indenni anche tanti cinquantenni, serve intervenire con metodiche giuste al momento giusto“, spiega Grego. Fondamentali a questo proposito l’educazione alla prevenzione, improntata all’adozione di uno stile di vita corretto - niente fumo, più movimento e un regime dietetico attento - e, in caso di assenza di fattori di rischio, quali ipertensione, fumo, diabete, ipercolesterolemia, fattori genetici (familiarità), può bastare una visita clinica di controllo a 60 anni per gli uomini, a 65 per le donne. Nei casi peggiori, subentra la chirurgia, quella tradizionale “aperta”, che corregge  l’aneurisma sostituendo il tratto aortico malato con una protesi sintetica o quella endovascolare, che previene la rottura dell’aneurisma attraverso l’inserimento di un’endoprotesi.

Nella clinica di Padova, effettuato circa 1/3 degli interventi in Veneto. Grazie all’applicazione delle nuove tecnologie endovascolari, oggi si possono curare in modo meno invasivo pazienti ritenuti sino a pochi anni fa intrattabili e ridurre i loro tempi di degenza. A parità di letti e sale operatorie disponibili, dal 2016 sono stati effettuati a Padova il 20 per cento in più di interventi chirurgici, per un totale di 1.200. Il campo in cui è stato più evidente questo incremento, numerico e di complessità, riguarda gli aneurismi dell’aorta toracica, toraco-addominale e addominale. “Un paziente affetto da aneurisma dell’aorta addominale o toracico non complesso, può essere ricondotto alla sua normale vita in tre giorni“, aggiunge Grego. Che consiglia di affidarsi a centri di Chirurgia Vascolare che applicano entrambe le metodiche, chirurgia aperta ed endovascolare, in cui il chirurgo può scegliere il trattamento più opportuno senza dover spingere per una metodica o l’altra solamente per il fatto che l’offerta sia limitata ad una sola delle due, in modo da ricevere la cura più adatta al proprio caso.

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img_20151030_205256Al convegno “Il Valore della Ricerca” organizzato da Cantina Valpolicella Negrar, il professor Attilio Scienza parla della possibilità di rendere le viti resistenti alle malattie grazie alla cisgenetica, che renderebbe non necessari i trattamenti fitosanitari. Ma servono finanziamenti.

Il valore della ricerca, da intendersi sia nel significato più alto dell’innovazione scientifica, che in quello più prosaico dei costi per sostenerla, è stato l’argomento  principe del convegno organizzato lo scorso 30 ottobre da Cantina Valpolicella Negrar (www.cantinanegrar.it) nell’ambito del Premio Tesi di laurea “Vivi la Valpolicella”, e a cui ha partecipato, tra gli altri, Attilio Scienza, professore ordinario all’Università degli Studi di Milano.

Ostacoli che sembrano insormontabili, aggirati dal pensare differente. In particolare, Scienza ha parlato della necessità di un cambio di paradigma nella ricerca della viticoltura italiana, perché solo grazie ad un nuovo modo di pensare arrivano le grandi innovazioni scientifiche. Un esempio di questo approccio viene offerto dalla ripresa in viticoltura di una tecnica della medicina umana, la correzione del genoma (genome editing). In particolare, Scienza ha riportato l’esempio di uno studio condotto, con successo, da un’équipe di ricercatori australiani sul genoma umano con lo scopo di correggere l’alterazione genetica che causa la distruzione dei globuli rossi nell’anemia falciforme. “Ebbene - ha riferito Scienza - la tecnica di correzione del genoma può essere trasferita alla vite europea che, per la propria storia evolutiva, non ha potuto sviluppare geni antifungini. Attraverso la correzione del genoma, che va annoverata tra le nuove tecniche di allevamento delle piante (new breeding technology) si opera sui geni di suscettibilità, la cui presenza è necessaria affinché si manifesti una malattia. L’inattivazione di questi geni porta ad un pianta resistente. L’esempio più noto è quello dei geni MildewResistancelocus O (Mlo), la cui inattivazione conferisce resistenza all’oidio alla vite. L’intervento è quindi comparabile ad una mutazione naturale, sull’esempio di quelle che fanno comparire improvvisamente su una vite che produce grappoli colorati, dei grappoli bianchi (Pinot nero>Pinot bianco). La tecnica non consiste nella transgenesi, ossia il trasferimento di geni estranei alla specie bensì nella cisgenesi, vale a dire la modifica di alcune basi di geni presenti nella stessa specie. E’ quindi possibile far diventare i nostri vitigni italici resistenti a oidio e peronospora e dare, di conseguenza, un’offerta di vino prodotto senza trattamento fitosanitario“.

Il costo della ricerca
. “Per realizzare questo progetto, che renderebbe la ricerca viticola italiana leader nel mondo, sono necessari circa 15 milioni di euro l’anno per almeno 5 anni“, ha detto Scienza. “A questo riguardo - ha aggiunto - si potrebbe creare una rete nazionale costituita come una fondazione onlus o una società ad hoc composta da organismi istituzionali del settore (per es. Consorzi di difesa), Regioni, produttori di vino e, per il finanziamento, potrebbe essere istituito un contributo di scopo di 2 centesimi di euro per ogni bottiglia di vino prodotta in Italia, una cifra insignificante per i produttori ma, nella logica dei grandi numeri, decisiva per lo sviluppo della ricerca viticola italiana. Si potrebbero poi valorizzare commercialmente i ritrovati della ricerca per ricavare un profitto dalle royalty derivanti dal brevetto delle varietà resistenti, da reinvestire in ulteriori ricerche, ad esempio per trovare dei rimedi alla flavescenza dorata“.
Il progetto illustrato da Scienza è di valenza nazionale e strategico per la ricerca vitivinicola italiana, è importante che se ne parli, perché dobbiamo riuscire a passare da un agroecosistema industriale ad un agroecosistema ecologico per salvaguardare l’ambiente e la salute di noi tutti”, ha commentato Renzo Bighignoli, medico-viticoltore, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

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vallata_marano_autunno_bassa_cantina-valpolicella-negrar“I viticoltori creano luoghi di valore, ma la biodiversità resta prioritaria per l’equilibrio ambientale e per il forte potere suggestivo che il paesaggio di un’area viticola evoca nel consumatore”. A dirlo, Diego Tomasi, direttore del Crea-Vit di Conegliano (Tv), al convegno “Il Valore della Ricerca” organizzato da Cantina Valpolicella Negrar.

I viticoltori? Dei paesaggisti, anche se inconsapevoli. Ed il vino, indagini alla mano, è percepito più di qualità se prodotto in un’area viticola pregevole anche dal punto di vista paesaggistico“. A dirlo, è stato Diego Tomasi, direttore del Crea-Vit di Conegliano (TV), relatore al convegno “Il Valore della Ricerca” organizzato lo scorso 30 ottobre da Cantina Valpolicella Negrar in occasione della premiazione della XVIII edizione del concorso “Vivi la Valpolicella”. Il concorso, sostenuto dalla Cantina insieme a Valpolicella Benaco Banca, è stato creato dall’associazione Vivi la Valpolicella con l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere e la Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali di Verona, con l’obiettivo di premiare il lavoro di giovani ricercatori svolto in ambito vitivinicolo ed economico.

bassasxzampin_borchia_zardini_boscaini_valenti_tommasi_bighignoli_accordiniI premiati. A vincere l’edizione 2014/15 del concorso sono stati: per l’area Viticoltura, Università di Verona, tesi di Dennis Borchia sul lavaggio delle uve, lavoro iniziato dal professor Roberto Ferrarini, scomparso prematuramente; per l’area Enologia, Università di Udine, tesi di Elio Boscaini sulla valutazione agronomica ed enologica di alcuni vitigni resistenti a peronospora e oidio nel Veronese; per l’area Economica, Università di Trento, tesi di Francesco Zardini sul paesaggio della Valpolicella e della Lessinia. Le tesi toccano temi d’attualità - la salubrità delle uve e dei vini, la salvaguardia del paesaggio, la riduzione degli  antiparassitari per difendere salute, ambiente e costi aziendali -, argomenti che sono stati ripresi nel corso del convegno, molto partecipato, che ha preceduto la premiazione.

Necessario conservare gli elementi identitari di un territorio
. L’intervento di Diego Tomasi verteva sul ruolo del vignaiolo nel determinare il paesaggio in cui vive. “Da tempi immemorabili - ha detto Tomasi - le popolazioni hanno reso produttivo il territorio, ma al viticoltore, più di altri, spetta il merito di aver saputo trasformare luoghi marginali in luoghi di valore, ricchi anche di opportunità economica. Oggi, la necessità di meccanizzare e rendere meno gravosa l’attività viticola, impone nuove scelte tecniche e costruttive che non devono però trasformare l’habitat e la sua morfologia, bensì accordare i caratteri strutturali del paesaggio con l’attività viticola. La biodiversità resta una priorità, in quanto, accanto al valore sugli equilibri generali tra vigneto e aree circostanti, una sua riduzione si riflette immediatamente sulla gradevolezza del paesaggio instaurando elementi di banalità e di omologazione. Anche grazie ad essa, il paesaggio viticolo è un bene culturale irriproducibile e non trasferibile: su di esso si basa l’immagine di un’area viticola e su di esso si imprime il ricordo più immediato del consumatore. Il paesaggio, infatti, genera emozione e porta con sé un messaggio e uno stato d’animo che si trasmette in modo inconscio fino alla qualità percepita del vino: paesaggio significa allora valore aggiunto al vino da sfruttare e valorizzare”. “Il paesaggio della Valpolicella  - ha concluso Tomasi - vanta molti primati da anni riconosciuti, ma proprio in un momento in cui l’attività viticola si fa più importate ed “aggressiva”, bisogna trovare i giusti elementi di compromesso e di guida per salvaguardare ed indirizzare l’attività viticola in un contesto ambientale nel quale il paesaggio non può essere dimenticato, anche perché bene comune e dal forte potere identitario”.

Una “Carta del vigneto” della Valpolicella. A proposito dell’integrazione tra vigneto e diversità del paesaggio, durante il convegno, Daniele Accordini ha lanciato la proposta di un tavolo partecipato da tutti i portatori d’interessi - produttori, amministratori, studiosi e ambientalisti -, per la stesura di una “Carta del Vigneto” della Valpolicella, i cui lavori, secondo il direttore generale ed enologo della cantina Cooperativa negrarese, potrebbero essere coordinati dal Consorzio di tutela. “Da qui a vent’anni potremmo avere un vigneto della Valpolicella completamente diverso, visto che ogni anno si rinnova per vecchiaia il 5-7% delle vigne, ed è fondamentale progettare, adesso e insieme, il paesaggio del territorio. Accanto all’olivo e al ciliegio, deve continuare ad esserci il vigneto, che supporta economicamente le altre due produzioni. Bisogna trovare i giusti elementi di compromesso e lavorare insieme”, ha aggiunto Accordini.  “Le istituzioni hanno sempre manifestato un grande interesse per il nostro territorio, basti ricordare che nel 1956 la commissione provinciale di Verona vincolò la Valpolicella alla legge ministeriale sulle protezione delle bellezze naturali“, ha detto Roberto Grison, sindaco di Negrar. Che ha aggiunto: “Nel tempo c’è stata qualche crepa, ma ora è necessario confrontarci e dialogare insieme per arrivare a regole condivise e tornare alla fusione dell’opera della natura con quella dell’uomo”. “‘E’ bene che si parli adesso di territorio, prima che siano compiuti errori irrimediabili”, ha detto Gianmaria Tommasi, presidente di Valpolicella Benaco Banca. Che ha anche annunciato l’organizzazione di un corso tra gennaio e febbraio 2016 rivolto ai produttori per far conoscere loro il patrimonio culturale del territorio”.

(Gaiares comunicazione)